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Saint-Yves Yves – Albo d’oro: Gli assi francesi della caccia aerea 1939–1945 (2013) (Edizione a stampa)

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Albo d’oro: Gli assi francesi della caccia aerea 1939–1945 

Yves Saint-Yves
Autoedizione (2013)

Yves Saint-Yves, nato in Normandia durante la Seconda Guerra Mondiale, dedica quest’opera agli assi francesi della caccia aerea (1939–1945), piloti che hanno ottenuto almeno cinque vittorie confermate. Ispirato dagli eccezionali archivi di Émile-Joseph Lassalle (appassionato di aerofilatelia e vicino ai piloti), l’autore rende omaggio al loro coraggio, abnegazione e patriottismo.

Il libro inquadra prima il contesto storico: l’invasione della Polonia (1939), la sconfitta francese (giugno 1940) e l’appello del 18 giugno del generale de Gaulle. Tre assi di resistenza emergono: la Resistenza interna, le Forces Aériennes Françaises Libres (FAFL, integrate nella RAF) e l’impegno sul fronte orientale con il gruppo Normandie-Niémen (60 volontari francesi in URSS, 96 piloti schierati, 14 i primi arrivati nel 1942). Le loro gesta, spesso al prezzo della vita, segnano le battaglie di Orel, Kursk e Smolensk (1943) e la liberazione dell’Europa (1944–1945).

L’albo d’oro presenta 36 assi francesi, classificati per numero di vittorie, tra cui:

  • Pierre Clostermann (primo asso alleato nel 1944, 33 vittorie),
  • Marcel Albert (23 vittorie, eroe del Normandie-Niémen),
  • Jean Demozay ("Morlaix", 21 vittorie),
  • Pierre Le Gloan (18 vittorie, unico asso francese su entrambi i fronti nel 1940),
  • Roland de la Poype (16 vittorie, Compagnon de la Libération),
  • Joseph Risso (11 vittorie, superstite del primo contingente in URSS),
  • Albert Durand (11 vittorie, morto in combattimento nel 1943).

Altre figure, come René Fonck (75 vittorie nel 1914–1918) o Antoine de Saint-Exupéry, sono anch’esse onorate.
Il libro sottolinea la loro diversità sociale (operai, aristocratici, militari di carriera) e il loro impegno volontario, spesso in spregio agli ordini di Vichy. Le FAFL, equipaggiate con Spitfire o Yak-7, hanno svolto un ruolo chiave nella liberazione. Si conclude con un dovere di memoria, ricordando che la metà dei piloti del Normandie-Niémen è perita e che il loro sacrificio ha contribuito alla vittoria alleata.
112 pagine – in francese