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Obruchev Sergei - In aereo nell'Artico orientale (1933) (edizione originale)

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In aereo nell’Artico orientale

Sergei Obruchev (1933)

1934 · LENINGRADO PUBBLICAZIONE DELL’ISTITUTO ARTICO DELL’UNIONE SOVIETICA

Autore: Sergei Vladimirovič Obručev (1891–1965), geologo ed esploratore sovietico, pioniere dell’esplorazione della Siberia e dell’Artico.

Organizzatori:

  • Istituto Artico dell’URSS (diretto da Otto Schmidt);
  • Komseverput (Commissariato delle vie marittime del Nord);
  • Unione dei geologi (Sojuzgeorazvedka);
  • Voстокzoloto (Società dell’oro dell’Est).

All’epoca, l’Estremo Oriente artico sovietico (Čukotka, Koriakia, mare di Ochotsk) era:

  • Poco o per nulla mappato (in particolare le zone tra il mare di Ochotsk e i fiumi Indigirka e Kolyma);
  • Inaccessibile via terra (mancanza di strade, terreno accidentato, clima estremo);
  • Strategico per la ricerca di risorse naturali (oro, petrolio, carbone), la sovranità sovietica sull’Artico e la comprensione geologica del collegamento tra Asia e America.

L’aereo: Dornier Wal „H1“

  • Idrovolante anfibio: può atterrare su acqua o terra;
  • 2 motori in tandem: 600 CV ciascuno (totale 1.200 CV);
  • Velocità di crociera: 150–180 km/h;
  • Autonomia: 8–10 ore (con serbatoi pieni);
  • Equipaggio: 6 persone (2 piloti + 4 scienziati/tecnici).
  • Caratteristiche uniche:
    • Scafo in duraluminio (lega leggera e resistente alla corrosione);
    • Galleggianti laterali; ali ripiegabili (per il trasporto);
    • 3 cabine;
    • Corrosione generalizzata del duralluminio (equivalente alla ruggine per l’alluminio);
    • Fondale dello scafo forato durante un atterraggio sulla neve nel 1930 (missione di soccorso per un pilota americano).

Percorso: Krasnoyarsk → Irkutsk → Baikal → Khabarovsk → Mare di Ochotsk → Kamčatka → Čukotka → Isola di Wrangel → Anadyr

  • Distanza totale: Oltre 10.000 km (di cui 8.000 km in volo).
  • Durata: 3 mesi (giugno–settembre 1932).

Contributi geografici e scientifici

  1. Cartografia:
    • Prima mappa accurata della Čukotka e della Siberia nordorientale;
    • Correzione di errori nelle mappe esistenti (es. Parapolsky Dol non era una barriera montuosa);
    • Scoperta di laghi glaciali (es. Maina-Pilgyn);
    • Mappatura di catene montuose (es. altopiano della Koriakia).
  2. Geologia:
    • Prove della tettonica a placche:
      • Separazione tra Kamčatka e la terraferma (fossa tettonica);
      • Collegamento tra Asia e America (via lo stretto di Bering).
    • Risorse minerarie:
      • Oro (affluenti della Kolyma);
      • Petrolio (tracce nelle rocce);
      • Carbone (bacini sedimentari).
  3. Meteorologia:
    • Studio delle nebbie del mare di Ochotsk;
    • Osservazione dei ghiacci alla deriva (dinamica delle correnti).
  4. Biologia:
    • Fauna artica: foche, trichechi, beluga; orsi bruni, volpi artiche, renne.
    • Flora: tundra, paludi, foreste di larici.

Contributi all’aviazione polare

  1. Prova di fattibilità:
    • Primo volo a lungo raggio in Artico con un idrovolante pesante (Dornier Wal);
    • Adattamento a condizioni estreme (nebbia, neve, vento).
  2. Tecniche innovative:
    • Volo radente (10–20 m sopra l’acqua) per evitare le nuvole;
    • Atterraggi su lagune (zone senza piste);
    • Riparazioni in volo (es. tubazione otturata con uno straccio).
  3. Lezioni per future spedizioni:
    • Necessità di motori affidabili;
    • Importanza della logistica (carburante, pezzi di ricambio);
    • Formazione dei piloti per condizioni polari.

Contributi umanitari

  1. Soccorso all’isola di Wrangel:
    • Consegna di 200 kg di viveri;
    • Evacuazione di 6 persone (tra cui malati);
    • Prevenzione di una caretia (4º inverno consecutivo senza rifornimenti).
  2. Sostegno alle popolazioni locali:
    • Trasporto di medicinali;
    • Aiuto logistico (es. materiali per i postazioni commerciali).
  3. Rafforzamento dei legami tra Mosca e l’Artico:
    • Primi contatti con villaggi isolati;
    • Sensibilizzazione sull’importanza dell’aviazione per lo sviluppo regionale.

Eredità

  • Obručev divenne una figura di spicco nell’esplorazione artica sovietica;
  • Il Dornier Wal dimostrò la sua affidabilità per le missioni polari;
  • L’isola di Wrangel fu salvata e la presenza sovietica in Artico fu rafforzata;
  • I dati raccolti servirono come base per future spedizioni (es. spedizioni di Papanin negli anni ’30);
  • Il resoconto ispirò generazioni di esploratori e scienziati.